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chivassoggi.it | 13 marzo 2019, 21:49

Rondissone: si torna a parlare della gestione dell'acquedotto

A qualche anno di distanza dalla cessione a Smat spa, il paese fa un primo bilancio

Barbara Squillace con Giuseppe Tosetto, cittadino rondissonese

Barbara Squillace con Giuseppe Tosetto, cittadino rondissonese

Si torna a parlare di acqua pubblica in quel di Rondissone. A distanza di anni dall'inizio della battaglia su chi dovesse gestire la rete idrica del paese ed il suo acquedotto, oggi in mano a Smat spa, i cittadini hanno deciso di riprendere l'argomento. E di parlarne in un'assemblea pubblica venerdì sera alle 21.

"Nel referendum del 2011, l'acqua divenne un bene pubblico, un diritto conquistato dai cittadini - spiega Barbara Squillace, del Comitato Ambientalista, tra i rondissonesi che più si spesero a favore della causa -. Dovrebbe rimanere tale ed invece la nostra amministrazione ha pensato bene di passare la gestione del nostro impianto idrico a Smat". Con conseguente aumento dei costi e delle bollette.

A pensarla come Squillace e co sarebbe addirittura il Consiglio comunale di Torino, che ha deciso di approvare la trasformazione di Smat in un'azienda di diritto pubblico.

Ospite della serata di venerdì sarà il Comitato Acqua di Torino, che insieme alla popolazione, valuterà i risultati della gestione dell'acqua dopo la cessione e l'incidenza che le tariffe hanno nell'economia delle famiglie residenti.

A sostenere l'iniziativa la nuova lista "Cambiamo Rondissone", in corsa alle prossime elezioni comunali. 

L'assemblea, aperta a tutti, si svolgerà nella saletta al primo piano del Polivalente.

a.g.

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