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Politica | 06 febbraio 2019, 11:02

Un'altra multa in arrivo per violazione al Regolamento di Polizia Urbana

A Chivasso prosegue la "Battaglia dei simboli", nel mirino la manifestazione "pro-migranti" dell'Anpi, sostenuta dal Pd

Un'altra multa in arrivo per violazione al Regolamento di Polizia Urbana

Un altro verbale di accertamento per aver violato l'articolo 12 comma 3 del nuovo Regolamento di Polizia Urbana che riguarda la tutela del decoro di edifici di interesse storico. E' il secondo da quando è entrata in vigore la nuova norma e, ironia della sorte, entrambi in qualche misura hanno coinvolto il Pd , proprio il partito di maggioranza che ha voluto e redatto il nuovo Regolamento. Nella prima circostanza (circa 500 euro di multa) si era in presenza dellle elezioni locali per il rinnovo della segreteria regionale del partito, questa volta, sabato scorso 2 febbraio, la manifestazione "L'Italia che resiste", organizzata su tutto il territorio nazionale, organizzata dall'Anpi e supportata dal Pd. A segnalare la possibile violazione al Regolamento, anche stavolta, il consigliere di Amo Chivasso e le sue Frazioni, Matteo Doria, il quale ha richiamato l'attenzione dei vigili che hanno poi compilato il verbale d'accertamento: "Proprio per evitare che chiunque organizzi manifestazioni nel centro storico incappi in sanzioni - sottolinea Matteo Doria -, giusto martedì 29, in occasione dell'ultimo Consiglio comunale, insieme a Forza Italia, avevamo presentato un ordine del giorno finalizzato alla modifica di quella parte del nuovo Regolamento di Polizia Urbana. Un ordine del giorno votato anche dalla lista Pasteris e dai 5 Stelle, bocciato tuttavia dalla maggioranza e che quindi non è passato. Si tratta di una norma assurda così come è formulata. L'importante è che venga garantito il decoro pubblico e devo dire, in questa circostanza, credo si sia andati ben oltre".

Doria si riferisce al fatto che, nel corso della manifestazione pro-migranti, si sia ricoperta con oggetti vari la statua dell'Angelo che si trova di fronte all'arcata del complesso di Palazzo Santa Chiara: "Sembrava un mercatino. E dire che erano presenti l'assessore Barengo, il presidente del Consiglio comunale Pipino (che ha redatto il Regolamento), i consiglieri Buo, Perfetto e Giovanni Scinica, oltre all'ex sindaco Ciuffreda. La giustificazione per la bocciatura del nostro ordine del giorno è stata è stata che, avendo ricevuto appunti su altri articoli del Regolamento, la maggioranza stava pensando di convocare, a data da destinarsi, una Commissione unica per ragionare su eventuali modifiche. Il punto è - aggiunge Doria - che noi potremmo non essere d'accordo sulla modifica di altri punti del Regolamento. Ferme restando le cose, si creeranno grosse problematiche durante l'imminente campagna elettorale. Si rischiano violazioni continue al presente Regolamento. Ci hanno bocciato persino un nostro emendamento che avrebbe semplicemente impegnato il sindaco a convocare la Commissione per la modifica dello specifico punto del Regolamento".

L'articolo 12 comma 3 così recita: " A prescindere dalla natura del messaggio contenuto, ad eccezione di messaggi istituzionali e religiosi, è vietato collocare nelle strade o piazze e sulle facciate degli edifici addobbi, stendardi, bandiere, festoni, striscioni, e ogni altro supporto e/o elemento grafico di qualsiasi natura se distano a meno di 20 metri o comunque se ostacolano la piena visuale di chiese, monumenti, edifici sottoposti a vincolo storico. La presente disposizione non si applica alle insegne dei negozi eventualmente presenti al piano terra, già oggetto di specifica regolamentazione”.

L'ordine del giorno avrebbe così modificato l'articolo: "A prescindere dalla natura del messaggio contenuto, è possibile collocare nelle strade o piazze e sulle facciate degli edifici addobbi, stendardi, bandiere, festoni, striscioni, e ogni altro supporto e/o elemento grafico di qualsiasi natura anche nelle adiacenze di chiese, monumenti, edifici sottoposti a vincolo storico purché vengano richieste tutte le autorizzazioni necessaire. Le attività commerciali presso i propri locali, e le associazioni di qualsiasi natura (sportiva, culturale, ludica, politica o religiosa) presso la propria sede, a prescindere dal piano di ubicazione, hanno diritto ad esporre le proprie insegne, purché si integrino adeguatamente al decoro urbano, e presentino le dovute richieste”.

 

Flavio Giuliano

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