/ Politica

Che tempo fa

Cerca nel web

Accadeva un anno fa

Politica | 23 dicembre 2018, 12:09

"Guerra dei simboli" e nuovo regolamento, La Lega: "Urgono modifiche"

"Qualcuno ride ancora adesso per i 500 euro di multa inflitti al Pd. Anche Telethon e la San Vincenzo dovrebbero essere multate? Queste norme non hanno senso"

"Guerra dei simboli" e nuovo regolamento, La Lega: "Urgono modifiche"

Anche la Lega di Chivasso interviene sul caso del Pd multato per affissione irregolare per la promozione dell'elezione per il rinnovo della segreteri regionale. Anche la San Vincenzo, posizionata come da tradizione natalizia di fronte al Duomo, è stata costretta a cambiare lo striscione sistemato sulla casetta. Qualcuno ha fatto anche osservare come l'insegna della banca che si affaccia su piazza della Repubblica sia stata sistemata non al piano terreno, come prevede il regolamento, ma all'altezza del piano ammezzato, quindi di dubbia regolarità. Così scrive la segreteria comunale della Lega di Chivasso:

"A Chivasso, il Pd emana un regolamento comunale, ma è il primo a trasgredirlo: multa da 500 euro. Qualcuno sta ridendo ancora adesso. Non sono bastati infatti i giorni trascorsi da Domenica 16 Dicembre per smaltire l’ilarità dell’accaduto. Cioè da quando qualcuno si accorge che due cartelli del Pd, che invitavano al voto per il rinnovo della Segreteria regionale, infrangono il regolamento comunale di Polizia Urbana che, all’articolo 12 comma 3, recita: “… A prescindere dalla natura del messaggio contenuto, ad eccezione di messaggi istituzionali e religiosi, è vietato collocare nelle strade o piazze e sulle facciate degli edifici addobbi, stendardi, bandiere, festoni, striscioni, e ogni altro supporto e/o elemento grafico di qualsiasi natura se distano a meno di 20 metri o comunque se ostacolano la piena visuale di chiese, monumenti, edifici sottoposti a vincolo storico.”

Qualcun altro, che non conosce l’antefatto, si domanderà: “Ma cosa c’è da ridere tanto?”

Ecco l’antefatto. In Settembre, all’uscita del regolamento in questione, il pensiero di molti, se non di tutti, fu: “Guarda che cosa si sono inventati in Comune per far togliere i simboli di Lega e F.I. dal balcone della loro sede”. Quei simboli, a meno di 20 metri dal campanile del Duomo, in bella mostra affacciati sulla centralissima e frequentatissima piazza, provocavano non pochi mal di pancia e bruciori di stomaco agli avversari politici. Pancia e stomaco non ancora guariti dagli attacchi di iperacidità causati dall’esito delle ultime elezioni politiche. Guarda caso momento d’oro per le farmacie che registrarono un’improvvisa impennata delle vendite di Maalox plus e Gaviscon compresse.

L’episodio, oltre a suscitare sane risate, conferma la validità di alcuni insegnamenti religiosi e popolari: “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te stesso”, “Chi la fa, l’aspetti”, “Chi male fa, male riceve”. Quanto accaduto rivela inoltre che, soprattutto in ambito politico, si è perso il buonsenso e che si deve ritrovare quanto prima. Ma non ci si può affidare al prode Astolfo per recuperarlo sulla Luna, in analogia a quanto fatto per il senno di Orlando impazzito per amore: la cosa funziona solo nei poemi cavallereschi.

Per recuperare il buonsenso ci si deve affidare ad una forza politica che ce l’abbia nel DNA e negli slogan: questa forza è la Lega di Salvini, al momento non se ne vedono altre. “Il Governo del buonsenso” e “La rivoluzione del buonsenso” stanno passando da slogan a realtà e questo succederà per molto tempo ancora.

Ed è sempre nel nome del buonsenso che la Lega di Chivasso chiede ed auspica che la Giunta e il Consiglio, attualmente controllati dal Pd, modifichino il regolamento al fine di permettere quanto oggi è assurdamente vietato. Assurdità dagli stessi ampiamente e involontariamente dimostrata con quanto accaduto e sopra descritto. A titolo rafforzativo: pare che in questi giorni prenatalizi anche i gazebo Telethon e San Vincenzo trasgredissero il regolamento comunale. Che si fa? Una bella multa anche a loro? Speriamo di no: urge la modifica.

Chi sarà quindi il componente della Giunta o del Consiglio a dimostrare buona volontà e a vestire i panni di Astolfo? Non ha importanza, non lo si vuole sapere. Come del resto non interessa chi ha vestito quelli di Orlando, smarrendo oltre al senno anche il buonsenso, che in questo caso afferma: “Si dice il peccato, ma non il peccatore”.

Ernico Bettini per il Direttivo Lega di Chivasso


c.s.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium