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Politica | 23 dicembre 2018, 11:57

Chivasso, Pd "vittima" del suo Regolamento

In occasione delle elezioni per il congresso regionale, 500 euro di multa e rimozione di bandiere e manifesti da Palazzo Santa Chiara

Chivasso, Pd "vittima" del suo Regolamento

Il Pd di Chivasso è rimasto "vittima" del suo stesso nuovo Regolamento comunale di Polizia Urbana, per quanto concerne l'affissione di cartelli o manifesti "che ostacolino la visuale di chiese, monumenti o edifici storici". Violazione contestata e 500 euro di multa. E' accaduto domenica scorsa, in occasione delle elezioni per il rinnovo della segreteria regionale del Partito Democratico che si sono tenute a Palazzo Santa Chiara.. Tra i primi a segnalare "l'anomalia" regolamentare è stato il consigliere d'opposizione della lista civica Amo Chivasso, Matteo Doria: "Un cartello pubblicitario senza timbro - precisa Doria - e soprattutto il manifesto appiccicato sulla facciata del municipio, ex convento di interesse storico, e le bandiere del pd dentro l'atrio al piano terra, non nella sala riservata ma nell'atrio di un edificio di interesse storico. Nel cortile, fuori dal comando dei vigili, incrocio due agenti a cui lo segnalo, giusto per documentare. Incontro anche l'agente che ha effettuato il sopralluogo per certificare il tutto. Mi spiega che gli hanno detto che dovrebbe essere tutto regolare, perché comunica un'attività di partito. Gli spiego che il fatto viola l'articolo 12 comma 3 del regolamento di polizia urbana entrato in vigore il primo novembre 2018, che vieta qualsiasi insegna, bandiera, manifesto, striscione di qualsivoglia supporto che trasmetta qualsiasi supporto che trasmetta qualsiasi tipo di messaggio a meno di 20 metri da edifici di culto e di interesse storico, come appunto il Comune, dalla cui facciata è stato rimosso anche lo striscione dedicato a Regeni. Pena la sanzione e l'obbligo di rimozione. L'agente strabuzza gli occhi e rientra in ufficio - èprosegue Matteo Doria nel suo racconto -. Noi le regole le abbiamo rispettate, rimuovendo i simboli dei partiti dal balcone della nostra sede che affaccia sulla piazza del Duomo. Lo abbiamo fatto il giorno prima dell'entrata in vigore del nuovo regolamento, anche se a rigor di logica i nostri simboli, essendo precedenti, sarebbero dovuti essere esclusi dal divieto, così come le insegne dei negozi. Presenti Ciuffreda e Castello il Pd è stato il primo a infrangere il regolamento da loro stessi voluto. Pd e amministrazione della legalità?"

Flavio Giuliano

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