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Politica | lunedì 05 novembre 2018, 22:47

Matteo Doria: "Siamo per il rispetto delle regole, abbiamo temporaneamente rimosso i simboli dalla nostra sede"

Dopo il nuovo regolamento emesso dall'Amministrazione comunale: "Non possiamo pensare che sia stato fatto ad personam"

Matteo Doria: "Siamo per il rispetto delle regole, abbiamo temporaneamente rimosso i simboli dalla nostra sede"

“Noi siamo per il rispetto delle regole, da sempre.” inizia Matteo Doria, vicepresidente del consiglio comunale e capogruppo in consiglio” Il nuovo regolamento di polizia urbana, entrato in vigore il 1 novembre, all’articolo 12 pare essere molto chiaro: non possono essere esposte insegne di nessun tipo a 20 metri da edifici di culto e di interesse storico, fatto salvo per le insegne preesistenti ( cosa giusta, per evitare di danneggiare ingiustamente chi ha aperto attività o sedi dove era loro diritto esporre , salvo poi privare successivamente di tale possibilità gli interessati); il regolamento è chiaro per le attività commerciali, un po’ più nebuloso per quanto riguarda le sedi di associazioni e di partito, motivo per cui, per evitare di dare sponda ad eventuali faziosi, pronti a creare inutili polemiche, abbiamo deciso di rimuovere temporaneamente i simboli della nostra sede politica sita a fianco del Duomo di Chivasso, in attesa della risposta all’interpretazione del regolamento che abbiamo richiesto, proprio per fugare ogni dubbio ed evitare qualsivoglia “ bagarre da cortile”. “Chiaramente la risposta che chiunque si aspetta” prosegue Doria” è la conferma che la tutela del diritto ad esporre la propria insegna venga garantito per tutto il preesistente: non si può pensare infatti che un comune come Chivasso, pieno di problematiche vere ed irrisolte, si metta a fare regolamenti ad personam per lasciare ciò che a una parte politica piace e rimuovere ciò che invece non le piace, sarebbe un po’ un’azione alla “cettola qulanque”, oltre che anti-costituzionale in quanto lesivo del diritto altrui, cosa che implicherebbe l’intervento di enti superiori. Ma siamo certi che il tutto sia stato fatto in buona fede, e che il nostro sia semplicemente un eccesso di scrupolo.”

c.s.

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