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Politica | sabato 22 settembre 2018, 14:45

Matteo Ricci ha presentato a Settimo “Primo, Cittadino”

Il noto sindaco di Pesaro del Pd spiega : "Perché l’Italia può ripartire dai sindaci"

Matteo Ricci ha presentato a Settimo “Primo, Cittadino”

Mercoledì 12 settembre presso la Sala Levi della Biblioteca Archimede di Settimo Torinese, si è tenuta la presentazione del libro “Primo, Cittadino” scritto dal Sindaco di Pesaro Matteo Ricci, nonché responsabile ANCI “Pubblica amministrazione, personale e relazioni sindacali”. Per l’occasione si sono riuniti Alberto Avetta, Presidente ANCI Piemonte e Sindaco di Cossano, e Luca Baracco, Presidente dell’unione dei comuni Net e Sindaco di Caselle, oltre ovviamente a Fabrizio Puppo, sindaco di Settimo.

Durante la serata si sono trattate alcune tematiche tipiche del ruolo di Sindaco, con i diversi esponenti che hanno espresso le proprie opinioni a riguardo. L’autore, Matteo Ricci, ha evidenziato come la figura di primo cittadino susciti nei bambini una forte stima ed ammirazione, in quanto questi riconoscono i sindaci come le uniche figure istituzionali delle loro città, e di fatto, del loro “mondo”. Ed è proprio questo aspetto che ha ispirato molti sindaci odierni, tra cui lo stesso Ricci, a dedicarsi alla politica, incitati dal “bambino in ognuno di noi” che vuole cambiare le cose ed occuparsi in qualche modo della sua città.

Da questa tematica scaturisce l’idea di Ricci di far ripartire l’Italia dai sindaci, in quanto ogni primo cittadino, occupandosi consapevolmente del proprio comune attraverso l’arte nobile della politica, contribuisce in parte a cambiare il mondo. Idea condivisa pienamente da Avetta, Puppo e Baracco, i quali pur amministrando comuni territorialmente diversi hanno concordato sul fatto che le problematiche così come le soddisfazioni siano in gran parte identiche. Avetta, Presidente ANCI ha inoltre spiegato come l’elevato numero di comuni costituisca la vera forza dei sindaci in Piemonte, Lombardia e Liguria.

Infine Ricci ha affrontato uno dei temi più significativi del libro, legato alla gavetta dei sindaci e di come l’esperienza sia indispensabile per rappresentare una comunità, in una società odierna ”priva di meritocrazia” in cui troppo spesso chi governa “non è in grado di confrontarsi con la complessità.”

Alessandro Del Vago

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