/ Cronaca

Che tempo fa

Cerca nel web

Cronaca | sabato 28 luglio 2018, 10:18

Pronto soccorso allagato, si poteva evitare

Nel 2001 fu presentato il progetto originario dell'ampliamento dell'Ospedale di Chivasso, poi modificato in seguito all'approvazione del nuovo Piano regolatore del 2004

Pronto soccorso allagato, si poteva evitare

Un ampliamento costato 22 milioni di euro (più di 40 miliardi delle vecchie lire) e, al primo acquazzone dopo l'inaugurazione, il pronto soccorso viene completamente allagato. Il problema, tuttavia, non è certo (o almeno non solo) da ricercarsi in problemi strutturali, né tantomeno "nelle cicche di sigarette gettate nei tombini". L'ampliamento dell'ospedale, nel progetto originario presentato nel 2001 dall'allora direttore generale, nasceva in tutt'altro contesto rispetto a quello in cui, successivamente, è stato concepito. A quel tempo, infatti, l'ampliamento, finanziato anche con fondi strutturali, nasceva in una zona circondata da aree destinate a servizi (prevalentemente verde). La nuova struttura avrebbe avuto un piano in più rispetto a quanto è stato poi realizzato.

Con il nuovo Piano regolatore comunale, approvato nel 2004, tale area è stata trasformata in area edificabile e sono stati realizzati condomini per un totale di oltre 150 appartamenti. Una gigantesca colata di cemento che, come si può ben immaginare, avrebbe inevitabilmente causato problemi nella percolazione dell'acqua piovana.

Le palazzine furono realizzate a tempo record e, poco dopo, il Crop (Comitato regionale per le opere pubbliche) non concedeva il suo parere alla costruzione finché non fossero state risolte le pratiche burocratiche per ottenere il finanziamento dell'ampliamento dell'ospedale, finanziamenti che ormai erano prossimi alla scadenza. Dunque, nuovo progetto (dovuto alle mutate situazioni dell'area e in rispetto ai nuovi requisiti urbanistici che, nel frattempo, a livello nazionale avevano subito mutazioni normative) e accelerazione negli accordi sulle pertinenze, tra cui le autorizzazioni da parte di Ferrovie dello Stato per la costruzione dei parcheggi, la variante della Roggia San Marco che scorre nella zona e autorizzazioni al passaggio per i residenti. Un piano in meno per la nuova palazzina e, ovviamente, niente verde pubblico in quanto l'area era stata ormai trasformata in "edificabile" e già occupata dalle nuove palazzine (i cui balconi si affacciano a poche decine di metri dalla struttura ospedaliera).  In soldoni, nel momento in cui il Comune preparava il nuovo Prg si sapeva ormai da due anni e mezzo quanto si sarebbe realizzato e che tipo di intervento edilizio avrebbe comportato l'ampliamento del nosocomio cittadino. Dopo l'approvazione del Prg in tempi molto rapidi sono stati realizzati i nuovi insediamenti abitativi. Risultato, l'ospedale di Chivasso si trova oggi immerso tra il cemento. Quanto è accaduto nelle scorse settimane era assolutamente prevedibile alla luce di quanto è avvenuto nel passato. Ora si cercherà di mettere delle pezze per tentare di risolvere il problema. Un'operazione certamente non agevole e che potrebbe, se non effettuata ragionando complessivamente sull'area, soltanto spostare il disagio in una zona adiacente. L'acqua piovana può soltanto essere raccolta o essere assorbita dal terreno, non esistono altre possibilità. "La Regione verificherà le responsabilità e, se individuate, qualcuno dovrà risponderne", ha dichiarato l'assessore alla Sanità Antonio Saitta. Le responsabilità sono piuttosto evidenti, basterà valutarne il grado per ciascun soggetto, dalla politica al settore tecnico-amministrativo; non serve Sharlock Holmes, è sufficiente raccogliere le carte.

Flavio Giuliano

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore