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Attualità | sabato 07 luglio 2018, 18:29

Il nuovo decreto sui Carnevali storici mette a rischio l'evento di Chivasso

Tagliati fuori associazioni, pro loco e comitati anche di Santhià e Borgosesia. La denuncia: "Chiediamo un incontro con il Ministro dei Beni Culturali"

Il nuovo decreto sui Carnevali storici mette a rischio l'evento di Chivasso

Se questo è un sogno, chiedo di essere svegliato immediatamente, ma - come temo - non si tratta di un sogno e perciò chiedo aiuto e collaborazione per evitare che i Carnevali Piemontesi di Borgosesia, Chivasso e Santhià subiscano un'ingiustizia senza precedenti”. A scriverlo è Alessandro Caprioglio, vicepresidente dell’Associazione turistica Pro Loco di Santhià. Il riferimento è al Bando Carnevali Storici, le cui linee guida sono state indicate tramite le modifiche e integrazioni al decreto del 27 luglio 2017.

Dal documento si scopre che ben tre carnevali storici piemontesi, di Borgosesia, Chivasso e Santhià, assegnatari di contributi del precedente bando 2016, verrebbero esclusi in quanto non organizzati dagli enti previsti dal Bando (e cioè: Comuni, Fondazioni e Associazioni con personalità giuridica senza scopo di lucro che abbiano nella compagine sociale l’ente pubblico).

Infatti il Carnevale di Borgosesia è organizzato dal Comitato Carnevale di Borgosesia, quello di Chivasso dalla Pro Loco Agricola di Chivasso e quello di Santhià dall'Associazione Turistica Pro Loco di Santhià. Due tra gli organizzatori sono Pro Loco, l’altro un Comitato.

Secondo il testo del decreto,“è concesso un contributo a Comuni e a Fondazioni e Associazioni con personalità giuridica senza scopo di lucro, costituiti e operanti da almeno cinque anni alla data di pubblicazione del bando del direttore generale spettacolo, nella cui composizione societaria siano presenti enti locali, aventi come fine statutario l'organizzazione e la promozione di carnevali storici e che siano organizzatori dei carnevali storici a cui si riferisce la domanda presentata”.

La previsione di vedere l'Ente Pubblico all'interno delle Associazioni, previsione non possibile in quanto, secondo gli statuti UNPLI, le Pro Loco possono associare unicamente persone fisiche e non enti pubblici o privati, taglierebbe fuori tutto il mondo delle Pro Loco, delle Associazioni e dei Comitati carnevaleschi”, spiega Caprioglio. E aggiunge: “Semmai il decreto avrebbe dovuto prevedere aspetti più stringenti sulla storia, sulla tradizione e sul folklore che i grandi Carnevali regionali rappresentano. Nemmeno un intento di favorire le manifestazioni maggiori può spiegare tale norma, in quanto sono stati messi due limiti stringenti ai contributi: minimo 50.000 euro e massimo 100.000”.

Un ringraziamento speciale va all'Onorevole Paolo Tiramani, che si è subito attivato per la difesa dei diritti dei Carnevali Piemontesi, scrivendo al Sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali Lucia Borgonzoni. Così, in collaborazione con il sottoscritto, sono state presentate alcune richieste di pareri al Capo di Gabinetto del Sottosegretario. Siamo in attesa di questi pareri, ed è nostra volontà compiere ogni azione a difesa delle manifestazioni carnevalesche organizzate da Associazioni, Comitati e Pro Loco”.

Cosa capiterà non lo sappiamo", conclude. "Certo è che sono intenzionato a proseguire nella difesa dei diritti dei Carnevali. Pertanto chiederemo un incontro al Ministro dei Beni Culturali, con la speranza che questo possa servire a non vedere pregiudicati i diritti dei grandi Carnevali storici nazionali organizzati dal mondo dell’associazionismo. Mi fa sorridere il fatto che il precedente governo abbia lavorato per una legge sul terzo settore e in questo ambito tagli in modo importante gli enti che hanno piedi ben piantati nel mondo dell’associazionismo”.

r.g.

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