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Economia e lavoro | sabato 30 giugno 2018, 10:50

L'Erbaluce brinda al futuro e punta sul meteo smart e sul "gusto" di pompelmo

Il Consorzio Tutela dei vicni Docg di Caluso e delle Doc di Carema e Canavese ha presentato il progetto delle "Capannine" che monitoreranno i vigneti. Intanto gli studiosi hanno individuato un aroma tipico

L'Erbaluce di Caluso (e le altre colture vitivinicole del Canavese) cercano nuovi spazi. E lo fanno puntando sulla qualità, sulla tradizione, ma senza disdegnare l'apporto prezioso che può regalare la ricerca scientifica.

E così, se da un lato il Consorzio per la Tutela e la valorizzazione dei vini DOCG di Caluso e DOC di Carema e Canavese si prepara al calendario di eventi che accompagnerà la seconda metà del 2018 (a cominciare dal 23 luglio), dall'altro le innovazioni la fanno da padrone, regalando scenari prima difficilmente immaginabili.
Come nel caso delle "Capannine meteo", un progetto che è stato avviato in coincidenza di questa Campagna 2018 e che prevede il monitoraggio di tutta l’area viticola canavesana (80% della DOCG Erbaluce per 160 ettari,  75% della DOC Canavese per 80 ettari e restanti 50 ettari di vigneti non appartenenti a denominazioni): a fare da sentinelle, saranno 8 capannine che raccoglieranno dati meteo come temperatura, umidità relativa, precipitazioni, bagnatura fogliare, punto di rugiada e, attraverso la loro rielaborazione e analisi, permetteranno di effettuare previsioni legate allo sviluppo delle principali malattie fungine della vite (pernospora, oidio, botrite e black-rot), oltre a dare un ulteriore supporto nelle  decisioni del tecnico di campo per l'esecuzione dei trattamenti.

Ciascuna capannina copre uno specifico settore (circa 3 chilometri quadrati), ma comunica con tutte le altre. La rilevazione avviene ogni 5 minuti e la trasmissione una volta l’ora. In più ciascun viticoltore può accedere ai dati relativi alle proprie vigne sia tramite PC che dal cellulare scaricando l’apposita app. Il progetto, ad oggi, è previsto su 4 anni e con un investimento totale di circa 30.000 euro. L’adesione da parte dei consorziati è attualmente del 60%. Tra i primi risultati ottenuti, dall’avvio del progetto la riduzione di un trattamento rispetto ad una gestione convenzionale. Questo consente dunque anche un maggior incentivo allo sviluppo della viticoltura biologica, nell’avere la massima resa dalla vite aumentando la qualità del prodotto e la propria competitività non solo sul mercato italiano.

L'altro aspetto innovativo legato all'Erbaluce di Caluso Docg, invece, arriva direttamente dai laboratori specialistici. In collaborazione con Fabrizio Torchio dell’università di Piacenza ed il laboratorio “Grape” di Alba, infatti, la prima fase di ricerca ha portato alla luce un importante risultato: l'esistenza di un profilo aromatico legato alla presenza di un "tiolo" responsabile dell’aroma di pompelmo.

Massimiliano Sciullo

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