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Cronaca | 18 giugno 2018, 16:58

Manifesti choc anti-aborto a Chivasso

Cgil e Leu ne chiedono la rimozione

Manifesti choc anti-aborto a Chivasso

Il “Movimento per la Vita” di Chivasso e il “Centro di aiuto alla Vita”, entrambe associazioni con sede in città, ricordano i 40 anni dell'entrata in vigore della Legge 194 sull'aborto nel modo peggiore, a giudicare dalle dure reazioni che hanno suscitato i manifesti che da alcuni giorni sono stati affissi in città.

La campagna pubblicitaria ritrae un feto di tre mesi - “Ma io proprio non conto niente? Ho 3 mesi di vita, sono unico e irripetibile, non un grumo di cellule. Mamma accoglimi! Anche io ho diritto di vivere” - con i numeri che sono il risultato di questi 40 anni di Legge 194: in Italia sono stati soppressi 5.698.904 bambini nel grembo materno.

Le voci di dissenso che si sono levate, sono state molteplici e quasi tutte vanno nella stessa direzione e cioè quella di tutelare una Legge dello Stato: “Apprendo di questo nuovo manifesto – ha commenta l'assessore regionale alle Pari Opportunità, Monica Cerutti, a margine del forum del centrosinistra - che mette in discussione il diritto all'autodeterminazione stabilito dalla legge 194. Crediamo non sia il caso di far finta di niente perché purtroppo stiamo assistendo in generale a una involuzione culturale sul fronte dei diritti che tocca tutti gli ambiti sensibili".

“La Legge 194 ha dato e continua a dare, nonostante i ripetuti attacchi, ottimi risultati, sia in termini di prevenzione, sia contro gli aborti clandestini e a favore della salute delle donne e della maternità”, come scrive Cgil di Torino, che ha espresso una dura condanna di una campagna pubblicitaria che è, prima di tutto, una campagna di disinformazione contro le donne.

Stesso tono di denuncia da parte di Liberi e Uguali: “Solo un mese fa, in vista della 'marcia per la vita', a Roma CitizenGO ha affisso una serie di manifesti che riportavano la frase: "l'aborto è la prima causa di femminicidio nel mondo”. Ad aprile, sempre nella capitale, un maxi cartellone dall'associazione ProVita sulla facciata di un palazzo recava l'immagine di un embrione e il monito: "sei qui perché tua mamma non ti ha abortito". A ogni latitudine le spinte reazionarie antiabortiste tentano di riportarci indietro nel tempo – dichiarano i consiglieri regionali di LeU Marco Grimaldi, Silvana Accossato e Valter Ottria –. Purtroppo per i movimenti per la vita, il vento soffia nella direzione opposta”.

Sia la Cgil che Liberi e Uguali Piemonte chiedono la stessa cosa e cioè che il Comune di Chivasso rimuova i manifesti, così come è già avvenuto in altre città.

Il Movimento per la Vita di Torino ha preso le distanze dall'iniziativa chivassese.

Annarita Scalvenzo

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