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Attualità | martedì 12 giugno 2018, 15:25

Pascolo abusivo nel Chivassese, il sindaco Castello scrive al Prefetto

Il Comitato Basso Canavese ha ringraziato il Sindaco di Chivasso e tutti i Sindaci del territorio che hanno firmato la lettera inviata al Prefetto di Torino, per chiedere un intervento di tutela per risolvere in modo definitivo il grave problema del pascolo abusivo che danneggia il territorio.

Il Comitato Basso Canavese ha voluto ringraziare espressamente il sindaco Claudio Castello che si è fatto portavoce, presso il Prefetto di Torino, Renato Saccone, delle criticità più volte segnalate, in particolare dagli allevatori e dagli agricoltori, in merito alle gravi problematiche che puntualmente si ripresentano ogni anno e che sono dovute al pascolo abusivo condotto da persone senza scrupoli. “Sconforto, paura e rabbia – scrivono dal Comitato -, sono i sentimenti che animano gli agricoltori, che lavorano da soli nei campi e che temono il ripetersi dei tragici episodi avvenuti lo scorso anno a Chivasso”. Il riferimento del Comitato è al grave fatto di cronaca avvenuto nelle campagne in frazione Castelrosso, dove vennero rinvenuti i cadaveri di due pastori di origini romene, un caso risolto nel giro di pochi giorni dalle indagini condotte dal nucleo investigativo dei Carabinieri della Compagnia di Chivasso.

Nella lettera inviata al Prefetto, Castello, sostenuto dai numerosi Sindaci del territorio, ha rimarcato la gravità di una situazione che esaspera gli animi di allevatori e agricoltori e fa espresso riferimento agli eventi dello scorso anno. I proprietari terrieri, si sottolinea nella lettera, spesso sono oggetto di minacce da parte dei conduttori dei pascoli: “Gli episodi di cronaca nera hanno significativamente messo in luce come possano deteriorarsi i rapporti negli ambiti relazionali di questi personaggi fino ad arrivare, come nel caso dello scorso anno a Chivasso, all’omicidio premeditato – scrive il Sindaco di Chivasso -. Tale atteggiamento intimidatorio, al quale si associa la consapevolezza, da parte di costoro, che nessuno sarà in grado di allontanarli dal luogo in cui hanno deciso di condurre i loro animali, crea sconforto e paura negli agricoltori e genera un senso di impotenza nei tutori dell’ordine e più in generale nelle nostre comunità.

Ultimamente il fenomeno nel nostro territorio si è riproposto con la presenza di ovini, caprini e asini che danneggiano le coltivazioni agrarie e forestali, oltre ad essere un possibile veicolo di pericolose malattie per il bestiame stanziale, allevato secondo le buone pratiche, arrecando così gravi danni a chi già opera con grandi difficoltà, oltreché aver causato ripetuti incidenti stradali.

Questo senso di impotenza nel contrasto a tale preoccupante fenomeno è ancora più dannoso ai fini sociali se si considera che gli allevatori e gli agricoltori che lo subiscono, sono sottoposti a molteplici obblighi normativi e pressanti regole comunitarie per lo svolgimento delle loro attività e per il benessere dei loro animali”.

Il sindaco Castello, insieme agli altri colleghi, si augura che l'intervento del Prefetto possa “porre fine a tale pratica delittuosa e si riporti la serenità tra i lavoratori agricoli”.

c.s.

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