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Economia e lavoro | venerdì 11 maggio 2018, 08:45

“Più del risultato conta il modo in cui lo si raggiunge”

Un ciclista può conquistare la vetta in elicottero, ma la sua soddisfazione sta nella scalata, nei rischi corsi e superati, nella fatica vinta, nei problemi risolti e alla fine, nella gioia d’osservare dalla cima il percorso fatto e il mondo che ora si trova ai suoi piedi. Non è importante ciò che facciamo, ma come lo facciamo.

“Più del risultato conta il modo in cui lo si raggiunge”

Chi non conosce lo sport, quello praticato, è forse portato a considerare quest’attività solo un passatempo, molte volte poco utile al proprio avvenire.

Il punto è proprio qui, in quest’epoca che viviamo, si opera e si studia solo in funzione di un futuro lavorativo, di una possibile carriera, dove non sono quindi ammesse distrazioni.

Questo è anche il destino dei ragazzi d’oggi, dove la loro adolescenza assomiglia sempre più alla vita che conducono gli adulti.

Oltre allo studio, ogni attività è svolta è finalizzata a un progetto, e poco niente al piacere personale.

In altre parole, il giovane d’oggi è meno spensierato e “giovane” di quanto lo eravamo noi in passato.

Lo sport, è bene precisare, non è solo un semplice passatempo, un’attività ristoratrice, ma anche un mezzo di crescita.

Lo sport, quindi, come attività educativa per eccellenza, che permette di raggiungere la maturità con leggerezza e piacere.

Ma il quesito che vogliamo porci è se lo sport d’oggi sia ancora un’attività rigenerante e divertente, ludica e formativa, amata dai ragazzi e dai giovani.

Nel passato (riferendomi all’antica Grecia dove è stato inventato) lo sport era un’esaltazione delle arti di guerra: la lotta e la corsa erano specialità necessarie sul campo di battaglia. Ma quando diventavano “sport”, durante le Olimpiadi, tutte le guerre venivano interrotte.

Oggi ho avuto modo di constatare un progressivo allontanamento dallo sport e dall’attività fisica, in particolare da parte di quei ragazzi provenienti da famiglie meno abbienti. Lo sport per molte famiglie è visto come un investimento economico a cui non si può più far fronte, senza considerare il fatto che, per molti giovani, esso sia vissuto come un obbligo, un impegno in più di quelli imposti dalla società, un’attività non più spensierata, ma tecnicamente strutturata e finalizzata alla sola competizione e prestazione.

Lo sport deve essere un importante mezzo per dimostrare il proprio valore in una perenne sfida con sé stessi e con gli altri, ma non deve diventare un prodotto da consumare senza essere vissuto, da aggiungere a ciò che si è fatto e che si ha: quasi come un modo di fare che si poggia sull’accumulo di beni piuttosto che sulla capacità di goderne.

L’importanza dello sport nella vita quotidiana dell’uomo moderno è sotto gli occhi di tutti. Basti pensare a quanti sono coloro che lo seguono. Lo sport moderno, sempre più orientato al risultato e allo spettacolo, raccoglie folle innumerevoli di appassionati…ma sempre meno di praticanti.

Col tempo però, e soprattutto negli ultimi anni, a causa del malsano stile di vita del mondo industrializzato (dovuto a fattori che influiscono come l’inquinamento, il cibo “spazzatura”, l’alimentazione “fast food”, lo stile di vita sedentario, ecc.…), praticare sport in generale, non è diventato solo una questione di “competizione”.


Infatti, in campo medico, diverse ricerche hanno destato l’attenzione di molti studiosi riguardo quelle che sono le conseguenze e i rischi a cui va incontro l’uomo che non pratica sport, compromettendo la propria salute (si ricordi che malattie come l’obesità, il diabete, ecc.… sono molto frequenti nei paesi industrializzati).

Alla luce di questi allarmanti dati, i medici e i ricercatori sentono il dovere deontologico di informare le persone consigliando loro di praticare quotidianamente attività fisica, affinché lo sport sia un aiuto a vivere in modo sano e migliore, prevenendo alcune malattie.

Lo dice anche l’”Organizzazione Mondiale della Sanità”, la quale raccomanda di svolgere quotidianamente almeno mezz’ora di attività fisica moderata per gli adulti (come ad esempio anche una semplice passeggiata), ed un’ora, minimo, invece per i bambini.

Fare sport, quindi, non è solo sinonimo di “star bene con sé stessi”.

L’attività sportiva infatti, è fondamentale per lo sviluppo di valori basilari per la società odierna, quali lo spirito di gruppo e la solidarietà tra pari.

Oltre a possedere un ruolo salutare, sociale ed educativo, lo sport migliora quindi anche la personalità di un individuo. Sono proprio quest’ultimi gli obiettivi di chi pratica un allenamento “callistenico”.

Non è un caso se il termine “calistenia” derivi dalle due parole greche “kalòs” (“bello”) e “sthenos” (“forte”). Insomma, praticare sport non è solo un modo “salutare” di vivere la vita di tutti i giorni, ma è anche il modo migliore per mettersi in gioco, constatando fin dove arrivino i nostri “limiti umani”. Non è solo importante, quindi, “fare” attività fisica, ma lo è altrettanto anche il “come” essa venga praticata in maniera “corretta”.

Per permettere tutto questo alle persone che danno fiducia alle società nostre affiliate, in OPES Italia diamo massima importanza alla formazione dei tecnici in quanto, solo se qualificati, ovvero con titoli abilitanti la specifica pratica sportiva, essi possono operare nelle società sportive affiliate e iscritte al Registro CONI.

Per noi la grande impresa umana e sociale da realizzare si pone nel campo della scuola e dei giovani.

L’enorme divario tra ricchezza concentrata e povertà relativa, ed assoluta, ci spinge a definire nuove offerte da rivolgere alle società affiliate affinché, grazie alla riduzione dei costi di affiliazione e tesseramento, possano coinvolgere, nelle attività da loro realizzate, tutte le persone che lo desiderino, senza porre alcuna restrizione legata al reddito o alla possibilità da parte dell’atleta di acquistare o meno le dotazioni necessarie per la disciplina sportiva da lui scelta.

Questo perché le società sportive affiliate sono parte integrante dell’aspetto decisionistico del nostro Ente, in quanto soggetto sociale in grado di produrre significative sinergie sul territorio.

Alla luce di ciò, quindi, solo ed esclusivamente con un grande progetto di coesione con le ASD territoriali si potrà avere una grande rete in grado di alimentare idee e propositività.

Per questo è necessario che ognuno faccia la propria parte mettendo a disposizione degli altri il proprio “know-how” e tutte le energie disponibili.

Un futuro migliore è possibile, ma solo ed esclusivamente se lo si vuole e se, per questo, ci si propone di gettare le basi sociali e culturali necessarie affinché esso possa realizzarsi.

La nostra “mission” deve essere quella di creare forti vincoli di solidarietà tra le persone che partecipano alla costruzione di eventi sportivi, culturali e di manifestazioni in un territorio che nella quotidianità vive la nuova mescolanza di popoli e di culture.

I progetti, gli eventi e le iniziative che via via andremo a realizzare sono soltanto una parte di ciò che OPES Italia ha intenzione di realizzare sul Nostro e Vostro, territorio, con la collaborazione delle Istituzioni, dei praticanti, dei tecnici e dei volontari del Terzo Settore, che ogni giorno sono protagonisti della vita sportiva, associativa e culturale della nostra amata Regione Piemonte.

Lo Sport, sì, ma solo quello con la “S” maiuscola.

Perché dove c’è Sport…c’è OPES Italia.

Walter PALMERO

Presidente Comitato Regione Piemonte

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Sito: www.opespiemonte.it

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