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Viabilità e trasporti | martedì 08 maggio 2018, 15:51

Altà velocità, Castello incontra Canelli, sindaco di Novara

Progetto condiviso con Chivasso per le due nuove stazioni ferroviarie

Altà velocità, Castello incontra Canelli, sindaco di Novara

Nuovo, importante, passo per l'iter che porta verso lo studio di fattibilità per una fermata chivassese sulla linea ad Alta Velocità, Torino-Milano.

L'Alta Velocità è un potente fattore di rilancio, potenziamento, riqualificazione del territorio piemontese, ma è importante che il tracciato delle fermate e il modello di servizio sia condiviso con i territori di interesse e le realtà che ne rappresentano i reali interessi. Con questo spirito, venerdì scorso nel Comune di Novara si è svolto l'incontro tra il sindaco Alessandro Canelli e l’Associazione culturale Identità Comune e l’Associazione sempre Avanti di Chivasso, rappresentate dal segretario Tomas Carini. L'intento era quello di condividere un'esigenza emersa di fronte alle prospettive del piano Alta Velocità allo stato attuale di progettazione, ma è stato anche e soprattutto la condivisione di un progetto comune per il territorio, che vede Novara e Chivasso portatori di istanze simili, sebbene riferite a territori diversi.

Durante l'incontro, Sindaco e segretario hanno avuto modo di approfondire reciprocamente le tematiche relative all'interconnessione ferriviaria sui rispettivi territori: il Sindaco ha rappresentato al comitato il modello sul quale la città di Novara sta lavorando – dal momento che già dal 2004 esiste un accordo di programma tra il Comune di Novara, la Regione Piemonte, RFI e Ministero delle Infrastrutture sulla realizzazione di una stazione in linea dell'Alta Velocità sul territorio novarese che è rimasto ad oggi lettera morta.

“È evidente che il territorio del Piemonte orientale, e non soltanto di Novara, può godere di un vantaggio enorme dal punto di vista trasportistico e di sviluppo economico territoriale dalla presenza di una stazione in linea - ha puntualizzato il sindaco Canelli -. È altrettanto evidente che un obiettivo e una finalità di questo genere appaiono difficili da portare avanti se non all'interno di un ragionamento più ampio ed articolato, che possa interessare tutto il territorio piemontese. Per questo, l'interlocuzione avviata oggi con il Comitato che da anni si batte per le nostre stesse ragioni, sebbene baricentrate sull'area del Chivassese, snodo trasportistico a est di Torino, strategico per i collegamenti piemontesi e interregionali, appare estremamente interessante. Studi compiuti dall'Associazione in ordine a modelli presenti in altri paesi, in particolare in Giappone, rendono evidente che esiste un migliore impatto di servizi e di crescita laddove ci sono più fermate dell'Alta Velocità. Tali studi, infatti, dimostrano quanto sia la frequenza delle fermate dell'Alta Velocità a servire meglio il territorio e che le stesse fermate non rallentano l'economia totale del servizio, ossia la velocità del treno. Un'evidenza coerente con un progetto di rafforzamento e aumento delle fermate sul territorio piemontese. Alla luce di questo nuovo fatto, possiamo iniziare a lavorare per capire se ci sono le condizioni per andare a proporre insieme a chi di dovere questo nuovo modello al fine di portare sui nostri territori un valore aggiunto come quello rappresentato dalle fermate dell'Alta Velocità. Valore che, allo stato attuale, appare irrealizzabile».


c.s.

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