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Cronaca | sabato 14 aprile 2018, 15:26

Quattro brandizzesi arrestati per tentata estorsione, a gennaio colpi di pistola contro il cancello dell'abitazione di un imprenditore edile

I carabinieri di Novara eseguono quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere, determinante l'intervento degli elicotteristi di Volpiano

All’alba di dell'11 aprile i Carabinieri della Compagnia di Novara, con il supporto operativo dei militari della Compagnia CC di Chivasso, del Nucleo Cinofili CC e del Nucleo Elicotteri CC di Volpiano, hanno dato esecuzione ad un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Novara (dr. Luca Fidelio) su richiesta della locale Procura della Repubblica (le indagini sono state coordinate dal P.M. dr. Mario Andrigo) nei confronti di quattro persone,  tre delle quali di origine calabrese, residenti a Brandizzo (TO), tutte indagate per i reati di  concorso in tentata estorsione aggravata e di concorso in detenzione e porto abusivo di pistola. GLI ARRESTATI: 1. CARBONE GUIDO, classe 1982, residente a Brandizzo, imprenditore, noto alle ff.oo.; 2. CARBONE GIUSEPPE, classe 1989, residente a Brandizzo, imprenditore, noto alle ff.oo.; 3. IERARDI FRANCESCO, classe 1988, residente a Brandizzo, imprenditore, noto alle ff.oo.;  4. VISENTIN DAVIDE, classe 1987, residente a Brandizzo, geometra. 

I FATTI Alle ore 21circa del giorno 10/01/2018, un imprenditore edile, segnalava all’utenza di emergenza “112” che ignoti soggetti avevano esploso diversi colpi di arma da fuoco indirizzati al cancello di ingresso della sua abitazione sita a Tornaco (No).  Sul posto interveniva personale del Comando Stazione CC di Vespolate, che rinveniva nelle adiacenze dell’abitazione n. 13 bossoli calibro 9x21.  I colpi avevano attinto diverse parti del cancello dell’abitazione ad un’altezza tale da risultare potenzialmente lesiva per eventuali persone che si fossero trovate dietro il cancello carraio.     Quella stessa notte, la vittima formalizzava in denuncia l’accaduto e forniva alcuni elementi utili ad avviare le indagini. Le attività svolte prima dai Carabinieri della Stazione di Vespolate (competente per territorio) e subito dopo da quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile (entrambi i reparti dipendono dalla Compagnia CC di Novara) si sviluppavano attraverso una complessa serie di accertamenti che comprendevano l’audizione di persone informate sui fatti, il controllo e la visione dei filmati delle telecamere dei sistemi di videosorveglianza, l’analisi dei dati di traffico telefonico interessanti l’area del grave episodio. Il quadro che si andava a delineare nel corso delle investigazioni convergeva sin dalle prime fasi su alcuni soggetti che, nel recente passato, avevano intrattenuto rapporti lavorativi con la vittima. In particolare risultava che quest’ultima avesse effettuato dei lavori edili relativi alla realizzazione di alcune villette a schiera  in Brandizzo (TO).  Gli accordi economici a monte di tale rapporto di lavoro, inizialmente consistiti nel pagamento di una quota giornaliera, risultavano determinanti per l’inizio di una serie di minacce di cui l’imprenditore edile sarebbe divenuto vittima. Infatti, nel mese di agosto 2017 uno degli arrestati (CARBONE Giuseppe) da un lato pretendeva la realizzazione di alcuni lavori extra e dall’altro smetteva di pagare il dovuto. Al rifiuto della vittima di lavorare senza essere pagato, venivano poste in essere una serie di minacce da parte dello stesso CARBONE Giuseppe, da suo fratello CARBONE Guido e dal cognato di quest’ultimo, che le indagini permettevano di identificare in IERARDI Francesco. Tali minacce si concretizzavano in particolare nel mese di dicembre 2017 (quando il CARBONE Giuseppe si presentava presso l’abitazione della vittima facendogli capire di essere armato di pistola e richiedendo il pagamento, a titolo di preteso indennizzo per i lavori che non erano stati eseguiti, della somma di euro 10.000) e nel mese di gennaio 2018 con l’esplosione dei colpi d’arma da fuoco all’indirizzo dell’abitazione della parte offesa. Tale ultima azione, la cui materiale esecuzione, sulla base delle indagini tecniche eseguite, è stata attribuita a CARBONE Giuseppe, IERARDI Francesco e VISENTIN Davide (in rapporti solidissimi con i fratelli CARBONE di cui è uomo di fiducia) i quali, la sera del 10 gennaio 2018 raggiungevano Tornaco a bordo di una Fiat Panda di proprietà del citato VISENTIN per eseguire l’azione di fuoco.  Le attività investigative, condotte anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, hanno dunque permesso di delineare il ruolo di CARBONE Guido quale partecipe all’organizzazione, mandante e concorrente morale, gli altri tre anche quali esecutori materiali dell’azione di fuoco.  La figura del CARBONE Guido, che nell’ambito della propria famiglia riveste un ruolo dominante in termini decisionali rispetto al fratello ed al cognato, è risultata in grado di determinare una rilevante capacità intimidatoria, anche in forza dei solidi legami con esponenti di spicco della ‘ndrangheta.  Nel corso delle operazioni dell'11 aprile IERARDI Francesco tentava di darsi alla fuga, a piedi, per le vie circostanti l’abitazione dove si era rifugiato dopo aver appreso che i militari lo stavano cercando. Inseguito dai Carabinieri a terra e costantemente monitorato dall’Elicottero AB 412 del 1^ Nucleo Elicotteri di Volpiano, è stato prontamente bloccato.

c.s.

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