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Cronaca | martedì 06 marzo 2018, 21:37

Chivasso, grido disperato dalle case popolari

"Siamo totalmente abbandonati a noi stessi, Atc assente". Negli stabili tante sono le situazioni di degrado, più volte denunciate

Chivasso, grido disperato dalle case popolari

“Siamo totalmente abbandonati a noi stessi, l’Atc è totalmente assente”, è l’ennesimo appello disperato dei residenti delle case popolari di via Togliatti, alle prese quotidianamente con piccoli e troppo spesso grandi problemi di queste case popolari, costruite tra il 1982 e il 1983, che oggi presentano tutti i limiti di costruzioni realizzate in economia e sulle quali la manutenzione è stata piuttosto scarsa, se non assente.

A farsene portavoce sono Mauro Ruberto (che in realtà non vive in queste case ma ci vive la madrea, invalida) e Salvatore Calì, che l’alloggio l’ha poi acquistato e ne è quindi aa tutti gli effetti proprietario.

“Mia madre ha 85 anni – racconta Mauro Ruberto, costretto a muoversi su una sedia a rotelle elettrica, candidato alle recenti elezioni amministrative con la lista Chivasso Solidale – e si muove in carrozzina o con il treppiede. L’ascensore, vivendo al secondo piano, per lei è indispensabile. Eppure regolarmente si guasta e spesso si blocca tra un piano e l’altro. Come è successo a un ragazzo che risiede nello stesso palazzo, non più tardi di un paio di settimane fa. E’ riuscito a uscire arrampicandosi al piano superiore. Mia madre, o io stesso che spesso sono a casa sua, non riuscirebbe a farcela. Dobbiamo avere paura di prendere l’ascensore?”.

Avrete chiamato l’assistenza, c’è da supporre: “Certamente – risponde Ruberto -. Ho subito chiamato Domenico Ciconte, l’amministratore, che come spesso accade non mi risponde. E il numero verde dell’Atc. Mi hanno risposto, anche in modo un po’ sgarbato, che sarebbe venuti dopo una settimana. Come potremmo aspettare tanto? Dopo qualche giorno sarebbe dovuta rientrare dall’ospedale, inoltre, una signora cardiopatica che abita al quinto piano. Avrebbe dovuto farsi le scale a piedi per una settimana. E’ pazzesco. Così – prosegue Mauro Ruberto – il giorno dopo ho richiamato, minacciando di rivolgermi ai carabinieri se non avessi avuto risposta. Dopo mezzora sono arrivati i tecnici. Comunque, anche secondo gli stessi tecnici, il problema sarà destinato a ripetersi”.

Ma non è certo l’unico dei problemi, come ricordano lo stesso Ruberto e Salvatore Calì: “Le porte sono da cambiare, le tubature regolarmente si spaccano, è caduto un pezzo di cornicione da uno dei sei palazzi ed è stata semplicemente transennata la zona, le cantine sono piene di topi a causa della loro fatiscenza e degrado, dal solaio dei garages che dà sull’esterno emerge quasi ovunque la pellicola di bitume. C’è qualcosina di positivo, in quanto il Comune ha fatto quel che era nelle sue competenze, in questi anni, risistemando le aree esterne e, fino adesso, curandole regolarmente. Nelle prossime settimane la giunta incontrerà i residenti per capire quali siano le problematiche e come possa intervenire. Ma la latitanza è principalmente dell’Atc e dell’amministratore dei condomini”.

Eppure le spese che vengono sostenute, anche e soprattutto da parte di chi è diventato proprietario degli alloggi, non sono per nulla irrisorie: “Arrivano bollette stratosferiche per manutenzioni ordinarie e straordinarie che, a giudicare dalla situazione, si vedono ben poco – dicono -. Per non parlare delle spese di riscaldamento, soprattutto da quando l’impianto è stato completamente centralizzato. Prima si poteva regolare all’interno dell’abitazione. Ora, per far arrivare il caldo a tutti, nei nostri alloggi siamo costretti a stare con le finestre aperte d’inverno, a causa delle elevatissime temperature. Con la conseguenza che le bollette sono salatissime e, sopratutto, con uno spreco enorme di energia. Ho fatto richiesta – dice Ruberto -, compilando l’apposita modulistica, per l’abbattimento delle barriere architettoniche, nel bagno di mia madre. Mi hanno risposto dall’Atc che ora stanno evadendo le richieste di tre anni fa. Chi non è proprietario non può neppure agire autonomamente. Il nostro amministratore dovrebbe essere più presente e fare pressione sull’Atc affinché intervenga”.

Flavio Giuliano

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