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Videogallery | giovedì 25 gennaio 2018, 11:47

Trafficanti di anime dall'Italia verso la Francia: 11 le persone arrestate, smantellato un giro d'affari da 600mila euro (VIDEO)

Operazione della compagnia carabinieri di Borgo San Dalmazzo, iniziata a gennaio 2017 con l'arresto in flagranza di reato di due persone. Tra gli arrestati anche dei mediatori culturali in servizio presso varie comunità di accoglienza

Trafficanti di anime dall'Italia verso la Francia: 11 le persone arrestate, smantellato un giro d'affari da 600mila euro (VIDEO)

Due valichi internazionali per raggiungere la Francia e, da lì, magari, il Nord Europa, nella speranza di un futuro migliore. Sono 200 le persone fermate durante i controlli al Maddalena o sui treni verso Nizza durante i controlli da parte dei militari della Compagnia Carabinieri di Borgo San Dalmazzo.

Tra loro donne incinte, bambini, uomini provenienti dai Paesi più poveri dell'Africa, disposti a pagare 300 o 400 euro per provare ad attaversare il confine, stipati in van, oppure su auto o negli scomparti motore dei convogli ferroviari. Il giro d'affari stimato, solo in un anno, è di circa 600mila euro. 

I contatti iniziavano già sui "barconi della speranza", come emerso dalle numerose intercettazioni telefoniche. Dal sud Italia - Sicilia o Caspania - i clandestini raggiungevano Torino, nella zona della stazione Porta Nuova - dove aveva sede il sodalizio, molto spregiudicato e perfettamente organizzato, che si occupava di organizzare il trasporto di queste "anime" oltre il confine di Strato, passando per i valichi cuneesi. In totale sono 11 le misure cautelari in carcere, 3 le persone arrestate in flagranza di reato (2 a gennaio e una a febbraio 2017) e 14 i denunciati in stato di libertà.

Si tratta di persone straniere, tutti africani (Costa d'Avorio e Mali), per lo più integrati, con famiglie e lavoro. Tra loro qualche studente e anche dei mediatori culturali in servizio presso le comunità di accoglienza del territorio. Devono rispondere del reato di favoreggiamento in concorso dell’immigrazione clandestina.

"Un reato molto grave, soprattutto se finalizzato al lucro - ha evidenziato il capo della Procura di Cuneo dottoressa Francesca Nanni. Non vogliamo entrare nel merito delle posizioni personali o ideologiche su questo fenomeno, non spetta a noi. Ma  favorire l'ingresso o l'uscita dal Paese di un clandestino ha delle conseguenze penalmente molto rilevanti".

Circa 30 i carabinieri del Comando Provinciale di Cuneo nelle provincie di Cuneo, Torino ed Imperia coinvolti nelle lunghe e difficili indagini, tra accertamenti investigativi, esperiti attraverso sofisticate attività tecniche e servizi di osservazione e controllo. Stretta la collaborazione anche con la Polizia francese, di Lione, Modane e Parigi, in coordinamento con la Procura di Lione che, a seguito di rogatoria internazionale richiesta dalla Procura di Cuneo, ha fornito elementi utili per dimostrare il notevole flusso di denaro che intercorreva tra i passeggeri e gli indagati, accertando inoltre numerosi viaggi effettuati anche durante il 2016.

Gli arrestati - resi noti dalla Procura - attualmente reclusi presso la Casa Circondariale di Cuneo sono: SYLLA VAKARAMOGO classe 1989 della Costa d’Avorio, DEMBELE TAMBA classe 1987 del Mali, DIABY MOUSSA classe 1995 e ABOU DIOMANE classe 1993 originari della Costa d’Avorio. Risultano essere ancora irreperibili due latitanti, raggiunti dal provvedimento restrittivo, ancora attivamente ricercati dai Carabinieri.  

Nelle ultime settimane sono stati arrestati altri 5 soggetti, per un totale di 11, come confermato durante la conferenza stampa di questa mattina al Comando provinciale dell'Arma di Cuneo.

I circa 200 clandestini fermati nel loro tentativo di fuga, allo stato attuale, sono ospiti di comunità di accoglienza del territorio. Sono comunque tanti, stante il giro d'affari, che ce l'hanno fatta ad andare in Francia, verso Gap o Nizza. Anche se, come ha evidenziato il comandante dell'Arma provinciale Rocco Italiano, "con questa operazione, almeno per il territorio cuneese, è stato dato un duro colpo alla rete di chi lucra su queste persone disperate".

r.g.

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