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Fotogallery | mercoledì 20 dicembre 2017, 18:38

Bardonecchia, affrontano la salita al Colle della Scala nella neve e con le scarpe da ginnastica pur di raggiungere la Francia: sei migranti portati in salvo dal Soccorso alpino

Si erano persi mentre cercavano di raggiungere Nevache. Dopo il ritrovamento, sono ripartiti proseguendo il loro viaggio oltre le Alpi

Bardonecchia, affrontano la salita al Colle della Scala nella neve e con le scarpe da ginnastica pur di raggiungere la Francia: sei migranti portati in salvo dal Soccorso alpino

Sono stati intercettati questa mattina da una squadra di tecnici del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS Piemonte) sei migranti della Guinea che erano dispersi sulle montagne intorno a Bardonecchia mentre tentavano la fuga verso la Francia. Dopo aver percorso chilometri nella neve, si erano persi sul Colle della Scala. Sono stati loro stessi a chiedere aiuto chiamando i soccorsi. 

L'intervento dei tecnici è stato effettuato prima con un gatto delle nevi, poi con sci e pelli di foca. Al momento del ritrovamento, i migranti erano all'ultimo tornante stradale che porta al Colle della Scala, che d'inverno non viene spalato dalla neve. I sei indossavano scarpe da ginnastica e vestiti di recupero, erano stanchi e infreddoliti. Tuttavia, quando hanno saputo che i soccorritori italiani li avrebbero riportati a Bardonecchia, si sono rifiutati di avere ogni aiuto e hanno voluto proseguire il folle viaggio. I soccorritori, informati della presenza delle autorità francesi poco oltre, lungo la strada, hanno lasciato proseguire i migranti e hanno seguito a distanza che la loro progressione avvenisse in sicurezza.

"La situazione dei migranti a Bardonecchia - ha affermato Luca Giaj Arcota, presidente del Cnsas Piemonte - ha raggiunto un livello di emergenza difficilmente sostenibile. Negli ultimi mesi la nostra stazione locale di soccorritori, insieme al Soccorso Alpino della Guardia di Finanza è stata chiamata in numerosi interventi per migranti dispersi e infortunati in montagna. Nelle ultime settimane, a partire dalle scorse nevicate, la congiuntura ha assunto una dimensione drammatica perché queste persone tentano di passare il confine nonostante le condizioni proibitive e il lavoro di dissuasione che la nostra e altre associazioni porta avanti. Il Soccorso Alpino non è una forza pubblica, non possiamo impedire loro di affrontare quei sentieri innevati, ma quando è necessario attivare i soccorsi siamo chiamati a fornire il nostro tempo e le nostre risorse, di giorno e di notte. È il compito che la Repubblica italiana ci attribuisce ma è necessario mobilitare altre forze per prevenire ulteriori partenze prima che accadano incidenti più gravi".

r.g.

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